Sicurezza informatica: il 2011 ‘annus horribilis’
Nel Rapporto annuale di Clusit l’impennata del cyber crime e le nuove forme di attacco, legate anche al boom dei dispositivi mobili
Considerare come “secondarie” le problematiche relative alla sicurezza informatica oggi appare come una leggerezza che il sistema globale non può perdonare. Del resto il Global Risks Report 2012 del World Economic Forum, analizzando le 50 principali minacce globali dei prossimi 10 anni e classificandole per impatto e probabilità, nella sezione “Rischi tecnologici” pone al primo posto il cybercrime.
Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica) ha pubblicato a tal proposito il Rapporto 2012 sulla sicurezza in Italia: rivolto ai media, alle istituzioni, alle Pa, alle aziende, ai fornitori di servizi e prodotti di sicurezza Ict, il documento vuole contribuire a rendere l’Ict più sicura e a combattere l’illegalità adottando un punto di vista che è nel contempo globale e locale, cioè specifico per il contesto produttivo e sociale italiano.
La prima parte del Rapporto include una panoramica completa e un’analisi approfondita degli attacchi cyber-crime e degli incidenti informatici più significativi dell’anno passato, utili a delineare le tendenze per l’anno in corso: operazioni di spionaggio industriale (come “Operation Nitro” e “Operation Night Dragon”, “rapine virtuali” e in particolare il planetario attacco di Anonymous sono solo le punte di un iceberg che riguarda un’enorme casistica; si parla ormai di centinaia di milioni di attacchi all’anno, culminati nel 2011 – definito “annus horribilis” per l’Ict – che ha visto un’impennata incredibile in particolare nei mesi finali.
Il Rapporto entra poi nello specifico della situazione nazionale. Nonostante non esistano dati ufficiali sull’incidenza del cyber crime in Italia, alcune statistiche di settore parlano di danni totali per 6,7 miliardi di euro che incidono sulle tasche dirette dei cittadini: 6,1 per rimediare al danno, e 600 milioni di soldi direttamente andati perduti per effetto del crimine.
Vengono analizzati i casi più svariati di crimine online: dalla pedopornografia al furto dell’identità online, dalla clonazione di carta di credito (19.356 denunce solo nel 2011) alle frodi sull’Home banking.
La parte finale del rapporto è dedicata ad alcuni focus specifici: la Mobile Security; la Social Media Security; la Cloud Security; le normative per il trattamento dei dati personali: le novità degli ultimi 12 mesi; lo stato della sicurezza Ict nella Pubblica Amministrazione italiana; la protezione di reti e sistemi di controllo in ambito industriale (ed infrastrutture); lo stato della sicurezza ICT nella Piccole e Medie Imprese italiane.
Sulla Mobile Security, in particolare, il Rapporto getta un’ombra allarmante sulla diffusione di nuovi veicoli di rischio, in particolare rispetto alla rigenerazioni di “vecchie” tecniche di attacco che sfruttano tecnologie preesistenti ma oramai largamente inefficienti in ambito Pc (come il caso del plugin Firesheep di Firefox). Le nuove statistiche, in generale, mostrano una maggiore facilità degli utenti a cadere in attacchi di questo tipo se veicolati su device mobili rispetto ad un laptop.
Presentato in occasione dell’annuale Security Summit, il Rapporto evidenzia in fine l’insufficienza di una cultura della sicurezza sul territorio nazionale.
Per consultare il rapporto click qui.
Fonte: tecnici.it

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